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20 Febbraio 2020

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Tatuaggi Corpo

Gli stili con cui viene realizzato un tatuaggio posso essere svariati:

Old school o tradizionale
I tatuaggi “old school” sono caratterizzati da soggetti semplici dalle linee nette e decise, dall’uso massiccio del nero e dalla colorazione piatta. I soggetti dei tatuaggi “old school” sono quelli della tradizione europea e americana: rose, pugnali, cuori, pin up e simbologie marittime come sirene, ancore e navi.

New school
I tatuaggi new school si rifanno alla “vecchia scuola” ma esasperandone le caratteristiche, quindi linee ancora più grosse e colori super luminosi. Un caso particolare sono le pantere nere. Per anni uno dei classici della tradizione americana, sono state per un periodo considerate simbolo di maschilismo e machismo e pertanto boicottate da una parte del mondo del tatuaggio. Ultimamente in concomitanza della nascita del genere new school vi è stata una riabilitazione ed è facile vedere delle reinterpretazioni del genere.

Realistico
I tatuaggi “realistici” sono copie della realtà; possono riprodurre ambienti, oggetti, animali e addirittura ritratti di persone e volti. Questo genere di tatuaggio è caratterizzato dall’assenza di linee di contorno e dalla lavorazione delle sfumature su più livelli di colore, questo per garantire all’immagine una verosimiglianza.

Tribale
Tribale new style è il nome che viene dato a quella categoria di tatuaggi, il cui pioniere è il tatuatore Leo Zulueta, che si è affermata a partire dai primi anni novanta e che si basa sui tatuaggi tradizionali degli indigeni delle varie isole del Pacifico (Samoa, Isole Marchesi, Hawaii), dei Dayak del Borneo, dei Māori della Nuova Zelanda e dei Nativi Americani.  Lo stile tribale è caratterizzato da disegni astratti, formati da linee dalla silhouette molto marcata, di solito riempiti totalmente di nero. Spesso i disegni vengono effettuati in maniera tale da enfatizzare le linee naturali del corpo e della muscolatura. È altrettanto diffuso l’utilizzo di linee molto intricate e con disegni geometrici ripetuti che rappresentano la reinterpretazione di flora e fauna o elementi naturali, specialmente fuoco, aria e acqua. I tribali tradizionali invece differiscono molto, sia graficamente, che come tecniche, in base ai vari popoli che lo usano.
Possono rientrare in questa categoria anche i cosiddetti “tatuaggi celtici”, in cui il motivo si rifà allo stile grafico di quel popolo con spirali, trischele ecc.

Giapponese
In giapponese i tatuaggi sono chiamati irezumi
L’irezumi ha la caratteristica di coprire gran parte della superficie del corpo, anche se in genere sono escluse mani, piedi e testa
I più classici disegni del tatuaggio tradizionale giapponese sono:
• i dragoni;
• i fiori di ciliegio, simbolo della trascendenza ed evanescenza della vita umana;
• Fudomyo-O, versione giapponese della divinità buddista Acalanatha, versione furiosa del Budda;
• Karajishi, raffigurazione stilizzata e mitologica del leone;
• le carpe koi, simbolo di perseveranza e coraggio;
• maschere han’nya, ovvero maschere demoniache usate nel teatro nō giapponese;
• hebi, il serpente
• caratteri di scrittura bonji, che vengono utilizzati nel buddismo esoterico giapponese;
• ideogrammi;
• versetti, citazioni o intere parti di sutra buddisti;
• uccello hou-ou, simile alla fenice occidentale;
• Qilin o Kirin, creatura mitologica con valore di portafortuna;
• kiku, fiori di crisantemo;
• botan, fiori di peonia;
• Hasu, fiore di loto;
• Kannon, divinità buddhista
• Personaggi di leggende del folklore, come Kintarou
• raffigurazioni tratte dalle stampe ukiyo-e, soprattutto i protagonisti dei 108 Suikoden, romanzo di origine cinese.

Biomeccanico
Ispirato ai lavori di Hans Ruedi Giger, questo tipo di tatuaggio ha avuto il suo momento di gloria negli anni ottanta e nei primi anni novanta.
I tatuaggi biomeccanici di solito rappresentano creature composte da organi o membra umane fusi indissolubilmente con parti meccaniche.

Lettering
Stile di tatuaggio in cui delle parole o frasi sostituiscono o integrano i disegni. Di solito vengono scritti il nome del proprio partner, dei genitori, frasi di canzoni, messaggi politici o motti di varia natura.

Genitale
Anche se i tatuaggi, in generale, hanno avuto un aumento di popolarità soprattutto nella parte occidentale e tra i più giovani, i tatuaggi genitali sono ancora relativamente rari. Ci sono diverse ragioni probabili per questo: la zona genitale è sensibile, spesso non è visibile al pubblico e di solito è coperta da peli. Inoltre, alcuni tatuatori rifiutano di fare tatuaggi in queste zone per una serie di motivi. Ci sono molte ragioni per cui una persona potrebbe scegliere di avere i genitali tatuati e spesso la scelta è decorativa, per migliorare l’aspetto dei genitali o per completare altri disegni intorno alla zona genitale. Infatti, alcuni uomini incorporano il tatuaggio genitale nella creazione di un disegno del tatuaggio in modo tale che il pene diventa parte complessiva del disegno (ad esempio, come un “naso” di un volto tatuato o come la ”proboscide” di un elefante). Anche le donne si fanno tatuare le parti intime. Alcune persone, pesantemente tatuate, scelgono di avere i loro genitali e le regioni anali tatuate per completare il lavoro che hanno su gran parte dei loro corpi. Quasi l’intera regione genitale può essere tatuata come la regione pubica, il pene, il glande, la pelle dello scroto, le labbra della vagina e l’ano.

Sneakers
Nell’ambito dei tatuaggi si indica con sneakers le decorazioni che raffigurino scarpe, loghi di produttori o richiamino in qualche modo le scarpe da ginnastica. Viceversa artigiani o anche tatuatori hanno sfruttato la moda per creare modelli di scarpe che richiamino i tatuaggi, come pure produttori industriali.

Tatuaggio criminale
Un tatuaggio criminale è un tatuaggio usato nell’ambito criminale per identificare il ruolo del membro in un’organizzazione o per far conoscere la sua storia, le sue abilità, fino a poter sviluppare anche un codice di significati. Il sistema di codici può essere davvero complesso a causa della natura di ciò che viene codificato. Per questo, esso può non essere del tutto comprensibile ai profani.

 

TRATTAMENTO POST-ESECUZIONE DEL TATUAGGIO
Il trattamento qui indicato è relativo ad un tatuaggio eseguito con materiale sterile e macchinette per tatuaggi. La prassi di guarigione per un tatuaggio consiste normalmente nell’applicazione di un bendaggio, spesso direttamente nello studio del tatuatore, da rimuoversi dopo 1-3 ore per sciacquare, possibilmente con sapone neutro, eliminando il colore in eccesso. Da quel momento si consiglia di far prendere aria al tatuaggio e di coprirlo più volte al giorno con un sottilissimo velo di pomata lenitiva e protettiva. Anche la scelta del prodotto dipende dal consiglio del tatuatore ed è ancora largamente diffuso l’uso della vaselina e di creme idratanti o simili. Il tatuaggio deve essere lavato quotidianamente e guarisce completamente in 20-30 giorni.
Durante la prima settimana è raccomandata generalmente l’astensione dall’esposizione diretta ai raggi solari, dal praticare bagni in piscine pubbliche o in mare e dal rimuovere eventuali crosticine che possono venire a formarsi.
Durante i primi 2/3 giorni dopo l’iniezione dell’inchiostro a causa del rigetto è probabile avvertire sintomi diversi all’apparato escretore. Il più comune è appunto la vasocostrizione data dall’inchiostro che dopo essere stato iniettato raggiunge l’intestino tenue nel quale avvengono determinate reazioni che lo fanno contrarre. A causa di ciò è normale notare delle striature sulle feci oltre che ad una difficoltà nel defecare.

 

CONTROINDICAZIONI
• Malattie della pelle
• Nevi o altre lesioni pigmentate nell’area da tatuare
• Predisposizione ad allergie
• Fotosensibilità
• Disturbi della coagulazione o tendenza a emorragie
• Diabetico
• Anomalie cardiache
• Condizioni immunosoppressive o malattie che predispongono alle infezioni
• Gravidanza e allattamento
Rischio infettivo
Un tatuaggio può essere complicato da infezioni batteriche o virali quali l’epatite B e C, il tetano, l’AIDS, e le infezioni cutanee da stafilococco. Essendo infatti il tatuaggio sostanzialmente una ferita da abrasione, esiste un concreto rischio di infezione durante la fase di guarigione, se non si presta la dovuta attenzione alla cura e igiene della zona tatuata. Gli studi di tatuaggio vengono altresì controllati regolarmente anche per evitare l’utilizzo di inchiostri non autorizzati. Nel 2009 infatti ci fu un allarme negli USA per il possibile impiego di inchiostri contenenti O-Toluidina, ovvero 2-Nitroanilina, composti appartenenti alle ammine aromatiche, sostanze aventi proprietà cancerogene.

 

STORIA
Tra le civiltà antiche in cui si sviluppò il tatuaggio fu l’Egitto ma anche l’antica Roma, dove venne vietato dall’imperatore Costantino, a seguito della sua conversione al Cristianesimo. È peraltro da rilevare che, prima che il Cristianesimo divenisse religione lecita e, successivamente religione di Stato, molti cristiani si tatuavano sulla pelle simboli religiosi per marcare la propria identità spirituale.
l tatuaggio venne di fatto definitivamente proibito da Papa Adriano I nel 787 durante il Concilio di Nicea II e tale veto venne ribadito da successive bolle papali, tanto che questa pratica scompare in ogni cronaca del tempo.Nonostante il divieto ufficiale, l’abitudine a segnare indelebilmente il corpo sopravvisse, spesso in clandestinità
Il tatuaggio riemerge dall’ombra nella seconda metà del XIX secolo, con la pubblicazione, nel 1876, del saggio L’uomo delinquente di Cesare Lombroso. Egli mette in stretta correlazione il tatuaggio e la degenerazione morale innata del delinquente: il segno tatuato è fra quelle anomalie anatomiche in grado di far riconoscere il tipo antropologico del delinquente. Il delinquente nato mostra specifiche caratteristiche antropologiche che lo avvicinano agli animali e agli uomini primitivi e l’atto di tatuarsi di criminali recidivi è sintomo di una regressione allo stato primitivo e selvatico.
Dalla fine degli anni sessanta e inizio anni settanta in poi la cultura del tatuaggio ha conosciuto una progressiva diffusione, prima nelle sottoculture giovani hippy, nelle carceri e fra i motociclisti e poi ha conquistato lentamente ogni strato sociale e ogni fascia d’età. Tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila il tatuaggio ha avuto una diffusione via via crescente, spinto dalla popolarità dei personaggi pubblici che li hanno sul corpo, e da semplice fenomeno di costume è divenuto una moda per persone di tutte le età.

Gli Inuit usano degli aghi d’osso per far passare attraverso la pelle un filo coperto di fuliggine.
Nelle zone oceaniche (Polinesia, Nuova Zelanda) il tatuaggio viene eseguito tramite i denti di un pettine di osso che, fermato all’estremità di una bacchetta (formando così uno strumento di forma simile a un rastrello), e battuto tramite un’altra bacchetta, forano la pelle introducendo il colore, ottenuto quest’ultimo dalla lavorazione della noce di cocco.

I giapponesi, con la tecnica detta tebori,. La tecnica giapponese prevede che gli aghi, fissati all’estremità di una bacchetta di bambù, che viene fatta scorrere avanti e indietro (di forma simile a un sottile pennello), siano fatti entrare nella pelle obliquamente, con minor violenza rispetto alla tecnica polinesiana, ma comunque in modo abbastanza doloroso.

Il tatuaggio occidentale viene invece eseguito tramite una macchinetta elettrica, cui sono fissati degli aghi in numero vario a seconda dell’effetto desiderato; il movimento della macchinetta permette l’entrata degli aghi nella pelle, i quali depositano il pigmento nel derma.

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